Servizi Cimiteriali

In nostri esperti artigiani realizzano lavori di incisione su lapidi e progettano ogni opera di architettura cimiteriale, per la costruzione di tombe ed edicole votive.
Provvediamo anche ai servizi cimiteriali di manutenzione periodica delle tombe, delle cappelle e dei loculi in assenza dei congiunti del defunto.

I nostri prodotti e articoli legati al ricordo e alla commemorazione dei defunti saranno il giusto arredo per i siti dove si trovano ospitati i vostri cari per l’eterno riposo.

Cremazione

Una pratica sempre più diffusa, che consiste nell’incenerimento del defunto e la conseguente raccolta delle sue ceneri in un’apposita urna – ciascuna urna cineraria per legge, dovrà contenere le ceneri di una sola persona.

Se non è destinata all’inumazione o alla dispersione delle ceneri, l’urna cineraria deve essere formata da materiale solido non degradabile (metallo, marmo, legno, etc.) e chiusa con saldatura, a freddo o tramite collanti.

L’urna deve recare all’esterno il nome, il cognome, la data di nascita e di morte del defunto, come in uso nelle lapidi classiche.
Nel rispetto della volontà del defunto, potrà essere collocata:

  • nel cimitero in un’apposita nicchia cineraria o loculo ossario, previa richiesta di concessione;
  • presso delle tombe distinte o colombari, già in concessione a privati oppure ad associazioni per la cremazione – dietro pagamento delle spese di smuratura e muratura della sepoltura in cui avviene l’inserimento.

Già da circa 15 anni (2001), la cremazione non è più un servizio gratuito, ma a carico del cittadino. Risulta gratuita, a carico del bilancio comunale, solo in caso di indigenza, una condizione che i servizi sociali del comune di appartenenza si riservano di valutare.
Dal 2002, sono state determinate le tariffe da applicare alla cremazione, a livello statale, sempre soggette ad una rivalutazione periodica.

Possono essere cremati tutti i cittadini residenti, previo rispetto delle normative elencate di seguito, oltre ai cittadini stranieri – per cui sarà necessario avere la dichiarazione rilasciata dall’Autorità competente del paese di appartenenza del defunto.

La cremazione può essere eseguita nei casi in cui:

  • la persona ha espresso la volontà di essere cremata, tramite disposizione testamentaria sottoforma di testamento olografo, pubblico e segreto;
  • tale volontà è stata sottoscritta ed autenticata presso un’associazione di cremazione legalmente riconosciuta, che provvederà a rilasciare copia dopo il decesso (altre forme di volontà pur lasciate per iscritto non vengono prese in considerazione);
  • tale volontà è stata dichiarata verbalmente al coniuge o in mancanza, al parente più prossimo (in linea diretta e collaterale fino al sesto grado, secondo gli articoli 74 e seguenti del codice civile), che avranno l’impegno morale di riprodurla per scritto, tramite una richiesta all’Ufficiale dello Stato Civile del luogo del decesso.

I documenti per ottenere l’autorizzazione alla cremazione

La domanda di cremazione va presentata dal coniuge, o dal parente del defunto, o anche tramite un loro incaricato (addetto Impresa di Onoranze Funebri) presso il Sindaco del Comune di decesso.

Vanno allegati tutti i documenti comprovanti:

  • la volontà del defunto di essere cremato;
  • il certificato del medico nescroscopo dal quale sia escluso il sospetto di morte dovuta a reato, oppure il nulla osta dell’Autorità Giudiziaria;
  • il certificato di rimozione del pace maker, qualora il defunto ne sia portatore;
  • imposta di bollo sia sulla domanda di cremazione che sul relativo provvedimento di autorizzazione.

Se l’autorizzazione alla cremazione viene rilasciata in più originali, l’imposta di bollo è assolta su ognuno di essi.

Cremazione dei resti mortali ed ossei

Tale cremazione è consentita quando:

  • la morte sia avvenuta dopo il 27 ottobre 1990 e il coniuge o in sua assenza, il parente più prossimo dia il consenso;
  • i familiari non esprimano intenti differenti alle esumazioni ordinarie e al trattamento stabilito per i resti mortali, che il Sindaco avrà comunicato alla cittadinanza con affissioni pubbliche. Il silenzio dei familiari vale come assenso al trattamento;
  • la morte è avvenuta prima del 27 ottobre 1990 e il coniuge o in sua assenza, il parente più prossimo ne faccia espressa richiesta.

Cosa presentare per ottenere la dispersione delle ceneri:

  • La domanda è indirizzata al Sindaco del Comune del luogo di decesso; oppure: a) al Comune di residenza del defunto, qualora il decesso sia avvenuto in altra Regione; b) al Comune ove sono già state tumulate le ceneri. Tale richiesta può essere contestuale o distinta alla domanda di cremazione.
  • Imposta di bollo posta sia sulla domanda di dispersione delle ceneri che sul relativo provvedimento di autorizzazione. Se l’autorizzazione è rilasciata in più originali, l’imposta di bollo va assolta per ogni documento.

La volontà del defunto di disperdere le proprie ceneri deve emergere da:

  • disposizione testamentaria;
  • dichiarazione autografa ( da pubblicarsi come testamento olografo art. 620 c.c.);
  • dichiarazione resa e sottoscritta nell’ambito dell’iscrizione ad associazione legalmente riconosciuta per la cremazione;
  • dichiarazione ritualmente resa di fronte a pubblici ufficiali ( funzione esercitata da un ampio spettro di persone, per esempio: notaio, segretario comunale, ecc. ); 
  • dichiarazione verbale resa in vita dal defunto: i congiunti (coniuge e parenti di primo grado come figli e genitori) possono esprimere la volontà del defunto di dispersione delle proprie ceneri nonché del luogo della dispersione mediante dichiarazione ritualmente resa di fronte a pubblico ufficiale.

La firma dei congiunti va autenticata ai sensi degli art. 21 e 38 DPR. 445/2000.

A partire dal 2004, ciascun Comune ha la possibilità di regolamentare la dispersione delle ceneri.
Ad oggi non è consentita ovunque, molti Comuni devono ancora disciplinare i regolamenti attuativi per tale pratica. La dispersione delle ceneri è possibile nei luoghi segnalati dal Comune, in generale è consentita presso:

  • area cimiteriale appositamente individuata; 
  • area privata, aperta e con il consenso del proprietario. È vietata la dispersione nei centri abitati; 
  • in natura è libera nel rispetto delle seguenti indicazioni:
  • in mare, ad oltre mezzo miglio dalla costa
  • nei laghi, ad oltre cento metri dalla riva
  • nei fiumi, nei tratti liberi da manufatti e natanti.

Persona autorizzata alla dispersione delle ceneri

Indicata per volontà del defunto – in sua mancanza, avranno l’autorizzazione nel seguente ordine: 

  • il coniuge
  • i figli
  • gli altri familiari aventi diritto 
  • l’esecutore testamentario 
  • il legale rappresentante di associazione per la cremazione a cui il defunto era iscritto 
  • il personale appositamente autorizzato dal comune che esercita l’attività funebre.

Se la famiglia o il defunto non hanno stabilito alcuna destinazione, le ceneri vengono disperse nel cinerario comune, se esistente, o nell’ossario comune.

Affido personale delle ceneri

Le ceneri di una persona possono essere affidate a parenti o ad altre persone, con la possibilità di conservare presso il proprio domicilio l’urna contenente le ceneri – la domanda per l’affido va richiesta al Comune di riferimento.

Molti comuni hanno già regolamentato l’affido delle ceneri presso le abitazioni private. Dove non sia regolamentato, le ceneri devono essere raccolte in un apposito edificio, predisposto all’interno del cimitero o in sepoltura o in cappelle funerarie private. 
Il Comune può effettuare periodicamente controlli, per verificare che la conservazione delle ceneri avvenga secondo quanto disposto dalle norme di legge, dal momento che costituisce reato:

  • la dispersione delle ceneri non autorizzata dall’Ufficiale di Stato Civile del Comune ove è avvenuto il decesso 
  • la dispersione effettuata con modalità diversa rispetto a quanto indicato dal defunto 
  • l’abbandono dell’urna.

Cosa presentare per la domanda di affido ceneri

La domanda è indirizzata al Sindaco del Comune competente per luogo di conservazione delle ceneri allegando i documenti ed atti comprovanti la volontà del defunto.

La volontà del defunto di affidare le proprie ceneri a specifica persona, deve emergere da:

  • disposizione testamentaria;
  • dichiarazione autografa ( da pubblicarsi come testamento olografo art. 620 c.c.);
  • dichiarazione resa e sottoscritta nell’ambito dell’iscrizione ad associazione legalmente riconosciuta per la cremazione;
  • dichiarazione ritualmente resa di fronte a pubblici ufficiali ( funzione esercitata da un ampio spettro di persone, per esempio: notaio, segretario comunale, ecc. );
  • dichiarazione verbale resa in vita dal defunto: i congiunti (coniuge e parenti di primo grado come figli e genitori) previo accordo di tutti nell’individuazione dell’affidatario unico, possono esprimere la volontà del defunto di affidamento delle ceneri mediante dichiarazione ritualmente resa di fronte a pubblico ufficiale. 

La firma dei congiunti va autenticata ai sensi degli art. 21 e 38 DPR. 445/2000, e tale richiesta può essere contestuale alla domanda di cremazione. 
Imposta di bollo sia sulla domanda di affido personale delle ceneri che sul relativo provvedimento di autorizzazione. Se l’autorizzazione è rilasciata in più originali, l’imposta di bollo è assolta su ognuno di essi.

Provvedimento di affido ceneri

L’atto di affido delle ceneri vale solo nell’ambito territoriale del Comune che lo ha adottato, qualora l’affidatario decida di trasferire le ceneri ad altro luogo, sarà necessario richiedere un nuovo atto di affido da parte del nuovo Comune.

Consegna e trasporto delle ceneri

Il gestore del crematorio cimiteriale consegna le ceneri mediante processo verbale (art. 81 D.P.R. 285/1990), previa verifica:

  • dell’atto di autorizzazione all’affido personale;
  • dell’atto di autorizzazione al trasporto delle ceneri.

Il trasporto dell’urna cineraria o della cassetta dei resti non è soggetto ad alcuna prescrizione precauzionale igienica (art. 36 D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285) stabilita per il trasporto delle salme. Le urne cinerarie possono essere trasportate con mezzo proprio. 
Se il trasporto avviene fuori dal Comune, occorre l’autorizzazione dell’ufficio competente.